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SINCRONIE – SEMINARI

L’architetto Giovanni Aurino, di od’a – Officina d’Architettura, partecipa alla rassegna “Sincronie” della Fondazione FOAN. Il suo intervento esplorerà il tema di Napoli come attrattore turistico attraverso un dialogo tra architettura, musica e arte.

Il prossimo 28 maggio, la Chiesa di San Rocco alla Riviera di Chiaia ospiterà un nuovo appuntamento di “Sincronie”, la rassegna culturale promossa dalla Fondazione dell’Ordine degli Architetti di Napoli che mira a creare una sequenza armonica tra diverse discipline creative. L’architetto Giovanni Aurino, socio di od’a – Officina d’Architettura, sarà protagonista di un incontro focalizzato su “Napoli attrattore turistico”, una riflessione profonda sulla capacità della città di trasformare il proprio immenso patrimonio in un volano di sviluppo contemporaneo. Per lo studio, questo tema rappresenta una sfida progettuale centrale: far sì che l’innovazione architettonica e la creatività territoriale diventino strumenti capaci di coniugare l’accoglienza dei flussi internazionali con la tutela dell’identità locale.

La serata seguirà il format consolidato della rassegna, che intreccia linguaggi differenti per offrire una prospettiva multipla sul progetto. Il programma si aprirà con un concerto di musica classica in collaborazione con la Fondazione Pietà dei Turchini, per proseguire con il convegno tecnico-narrativo e concludersi con la presentazione di un artista il cui lavoro visivo o performativo dialogherà con le tesi urbanistiche emerse. Partecipando a questo ciclo di dodici appuntamenti, od’a – Officina d’Architettura ribadisce l’importanza di un approccio trasversale alla progettazione, dove l’architettura non è mai un atto isolato ma un accordo armonico tra suoni, visioni e bisogni della comunità. L’evento sarà accessibile sia in presenza sia in diretta streaming, confermando la volontà di FOAN di rendere il dibattito sulla bellezza della città un’esperienza inclusiva e condivisa.

SPARTACHUS – SEMINARI

L’architetto Giovanni Aurino, di od’a – Officina d’Architettura, partecipa al ciclo di seminari internazionali SPArTaCHus presso il DiARC. Un confronto multidisciplinare su sostenibilità e rigenerazione delle zone costiere e degli habitat città-porto.

Il 30 ottobre e il 6 novembre 2025, il Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II di Napoli ospiterà la “SPArTaCHus Seminar Series 2025 on City-Port Habitats”, un prestigioso ciclo di incontri dedicato alle dinamiche di trasformazione dei territori costieri. L’iniziativa mira a esplorare il delicato equilibrio tra le infrastrutture portuali e il tessuto urbano, intesi come scenari cruciali per l’innovazione ambientale e sociale. Tra gli esperti chiamati a nutrire il dibattito figurerà l’architetto Giovanni Aurino, socio di od’a – Officina d’Architettura, che contribuirà alla discussione portando l’esperienza progettuale dello studio nel campo della rigenerazione urbana e del rapporto con la materia storica dei luoghi.

Il programma vanta la partecipazione di accademici di rilievo mondiale, come Carola Hein della Delft University of Technology, Francesc Muñoz della Universitat Autònoma de Barcelona e Francesco Musco della IUAV di Venezia. Gli incontri, coordinati da un comitato scientifico d’eccellenza, si articoleranno tra le aule di via Forno Vecchio e la suggestiva Aula Magna di Palazzo Gravina. Per od’a – Officina d’Architettura, la presenza a questo seminario rappresenta un’importante occasione di confronto sulle strategie di pianificazione resiliente e sulla necessità di ripensare il porto non solo come snodo logistico, ma come habitat vitale e integrato. Attraverso il dialogo tra accademia, istituzioni e professionisti, la serie SPArTaCHus ambisce a definire nuovi modelli di sviluppo per le città di mare, capaci di coniugare le istanze della transizione ecologica con la valorizzazione dell’identità paesaggistica del Mediterraneo.

STAZIONE DI BAIA – INAUGURAZIONE

Giovedì 6 novembre 2025 apre la Stazione di Baia, progetto di od’a – Officina d’Architettura che fonde mobilità e storia. L’infrastruttura celebra il patrimonio romano con allestimenti artistici e innovative riproduzioni in 3D.

L’inaugurazione della Stazione di Baia segna una svolta storica per la linea Cumana e per l’intero territorio flegreo, concretizzando un investimento complessivo di 51 milioni di euro. Il progetto architettonico, curato da od’a – Officina d’Architettura in collaborazione con Tecnosistem Spa, si ispira ai grandi modelli internazionali di stazioni-museo, trasformando un nodo di trasporto in un dispositivo narrativo unico. L’identità del luogo emerge prepotentemente attraverso scelte materiche e formali che richiamano l’antico splendore romano: le pareti in mattoni di cotto tipici dell’epoca e il sistema di illuminazione circolare, esplicito omaggio ai lucernari del Tempio di Mercurio, avvolgono il viaggiatore in un’atmosfera senza tempo.

Il percorso sensoriale è arricchito da pannelli fotografici retroilluminati che documentano l’evoluzione di Baia, ma il vero cuore pulsante dell’allestimento è rappresentato dalle statue riprodotte fedelmente tramite stampa 3D. Queste opere, i cui originali sono custoditi al MANN e sono reduci dal successo all’Expo di Osaka 2025, tornano simbolicamente nel loro contesto d’origine per accogliere i pendolari appena scesi dal treno. Mentre la prima fase dei lavori si conclude oggi, l’orizzonte si sposta già al 2026 per l’avvio del secondo lotto, che prevede il collegamento diretto con il lungomare e la vecchia stazione. Per od’a – Officina d’Architettura, la Stazione di Baia non è solo un traguardo ingegneristico, ma una sfida vinta nel campo della rigenerazione, dove la tecnologia moderna si pone al servizio della memoria collettiva per restituire dignità e bellezza a uno dei siti archeologici più rilevanti al mondo.

MDS COMMON SPACE ‘DE FILIPPO’ – VIA AI LAVORI

Giovedì 23 ottobre 2025 inaugura il cantiere del “MDS Common Space De Filippo”. Lo studio od’a – Officina d’Architettura curerà la direzione lavori per trasformare l’ex convento in un innovativo condominio solidale.

Giovedì 23 ottobre 2025, alle ore 16:00, la comunità di Massa di Somma celebrerà la posa della prima pietra del progetto “MDS Common Space De Filippo” in via Santa I. L’intervento, di grande rilevanza sociale e architettonica, vede lo studio od’a – Officina d’Architettura impegnato nel delicato ruolo di Direzione Lavori. Finanziato dalla Regione Campania nell’ambito dei Programmi di Rigenerazione Urbana 2023 per un importo complessivo di oltre due milioni di euro, il progetto mira alla trasformazione dell’ex Convento locale in un moderno condominio solidale. La fase esecutiva è affidata, tramite appalto integrato, allo studio Abhinc e all’impresa Bo Mar S.r.l., che coordineranno l’evoluzione di un cantiere destinato a ridefinire il concetto di abitare collettivo nel territorio vesuviano.

L’opera prevede la realizzazione di quindici unità abitative integrate da ampie superfici comuni destinate a laboratori, attività culturali e spazi di convivialità. L’obiettivo primario di od’a – Officina d’Architettura sarà garantire che il recupero dell’edificio storico avvenga nel pieno rispetto delle preesistenze e del contesto locale, coniugando la tutela del patrimonio con le nuove esigenze di inclusione sociale. Attraverso questa riconversione, l’antico convento smetterà di essere un volume inattivo per trasformarsi in un centro comunitario dinamico, capace di generare nuove relazioni umane e di offrire risposte concrete al bisogno di spazi per la solidarietà urbana. L’inaugurazione segna dunque l’inizio di una metamorfosi che restituisce dignità alla memoria del luogo, proiettandola verso un futuro di bellezza e partecipazione pubblica.

MEDITERRANEI INVISIBILI 2025

L’architetto Giovanni Aurino, di od’a – Officina d’Architettura, partecipa alla sesta edizione di Mediterranei Invisibili. Un viaggio di esplorazione nella Valle del Torbido per riscoprire borghi, siti archeologici e il dialogo tra arte e paesaggio.

Dall’11 al 13 ottobre 2025, l’architetto Giovanni Aurino, socio di od’a – Officina d’Architettura, prenderà parte alla nuova edizione di Mediterranei Invisibili, il progetto culturale ideato da Alfonso Femia e promosso da 500×100 società benefit. L’iniziativa, giunta al suo sesto appuntamento con il sostegno della Fondazione Le città del futuro, si conferma come un’esperienza di esplorazione profonda dedicata alle aree marginali e spesso dimenticate del bacino mediterraneo. Quest’anno il viaggio si concentrerà sulla suggestiva Valle del Torbido, un territorio incastonato tra le Serre e l’Aspromonte, dove la stratificazione storica incontra la potenza di una natura incontaminata.

Il percorso si snoderà attraverso luoghi di straordinario valore come i Calanchi Bianchi di Palizzi Marina e il borgo fantasma di Pentedattilo, toccando importanti siti archeologici quali la Villa Romana di Casignana e il Parco di Locri. Attraverso il coinvolgimento di professionisti e ricercatori, od’a – Officina d’Architettura contribuirà a una riflessione collettiva sul ruolo dell’architettura come strumento di valorizzazione delle identità locali. Il viaggio attraverserà centri dell’entroterra ionico come Gioiosa Ionica e Mammola, per concludersi presso il MuSaBa, il Parco Museo fondato da Nik Spatari. Qui, l’incontro tra arte contemporanea e radici millenarie diventerà il simbolo di una progettualità responsabile, capace di trasformare le fragilità del territorio in nuove opportunità di sviluppo sostenibile, riportando al centro del dibattito nazionale la bellezza complessa dei territori calabresi e la loro inesauribile forza narrativa.

ABITARE IL LIMITE – TAVOLO TECNICO

L’architetto Giovanni Aurino, di od’a – Officina d’Architettura, partecipa all’evento “Abitare il limite” presso la Mostra d’Oltremare di Napoli. Un laboratorio corale per riflettere sulla rigenerazione urbana tra sostenibilità, restauro e natura.

Il 16 ottobre, la Sala Italia della Mostra d’Oltremare di Napoli ospiterà l’evento “Abitare il limite”, un’importante iniziativa dedicata al dialogo interdisciplinare sulla città contemporanea. Tra i protagonisti del confronto figurerà l’architetto Giovanni Aurino, socio di od’a – Officina d’Architettura, che prenderà parte a una giornata strutturata in tavoli tematici aperti al contributo di cittadini, studenti e imprese. L’obiettivo dell’incontro è delineare percorsi di co-progettazione capaci di affrontare le sfide della rifunzionalizzazione degli spazi monumentali e del rapporto tra tessuto costruito e ambiente naturale.

Il dibattito, moderato da Michele Pasca di Magliano di Zaha Hadid Architects, si articolerà su quattro direttrici fondamentali: l’efficientamento energetico del patrimonio tutelato, il consolidamento sismico, l’integrazione tra architettura e natura e la trasformazione della Mostra d’Oltremare in un polo urbano inclusivo. Per od’a – Officina d’Architettura, la partecipazione a questo laboratorio rappresenta l’opportunità di condividere una visione progettuale che intende il “limite” non come una barriera, ma come una soglia di scambio creativo. Accanto alla componente tecnica, l’evento vedrà l’intervento di artisti chiamati a interpretare graficamente le suggestioni emerse, trasformando le idee in modelli replicabili. Grazie al coinvolgimento delle massime cariche istituzionali e accademiche, la giornata si configura come un momento di sintesi necessario per promuovere una cultura del progetto responsabile, dove la conservazione del passato diviene motore per una sostenibilità urbana consapevole e orientata al futuro della comunità.

LE SFIDE DI SANTO STEFANO – MOSTRA

Si sono conclusi i lavori di messa in sicurezza dell’ex carcere di Santo Stefano a Ventotene. L’intervento, curato da od’a – Officina d’Architettura, restituisce alla collettività un simbolo storico attraverso una mostra multimediale permanente.

L’ambizioso progetto di recupero dell’ex carcere borbonico sull’isola di Santo Stefano ha segnato una tappa fondamentale con il completamento degli interventi di messa in sicurezza e il consolidamento delle strutture storiche. L’operazione, curata da od’a – Officina d’Architettura insieme a Vitruvius Engineering Sas, ha permesso di salvare dal degrado uno dei più significativi esempi di architettura panottica settecentesca, attivo fino al 1965. Grazie a un investimento di oltre 7 milioni di euro nell’ambito del Contratto Istituzionale di Sviluppo, il complesso è stato trasformato in un laboratorio vivo di memoria e formazione. Parallelamente al restauro architettonico, che ha visto protagoniste le imprese Minerva e Hera Restauri, è stata inaugurata la mostra multimediale permanente “Le Sfide di Santo Stefano”.

Curata da Sabina Minutillo Turtur, l’esposizione si snoda attraverso diciannove ambienti della stecca ottocentesca, offrendo un percorso immersivo tra installazioni, proiezioni e una preziosa camera delle meraviglie. Il racconto intreccia la dura realtà della vita carceraria con la natura selvaggia dell’isola, proiettando il sito verso il suo futuro ruolo di Scuola di Alta Formazione europea. Sotto la guida del Commissario Straordinario Giovanni Maria Macioce e in collaborazione con Invitalia, questo intervento non rappresenta soltanto un restauro materico, ma una vera rinascita civile. Quello che un tempo era un luogo di isolamento e sofferenza diventa oggi un ponte culturale tra passato e futuro, confermando l’impegno di od’a – Officina d’Architettura nella tutela di un patrimonio unico, ora pronto a formare nuove generazioni sui valori della democrazia e dei diritti umani.

ph Lara Gallina + Dario Biello

OPEN HOUSE NAPOLI 2025 – ITALIAN GREEN FACTORY, NAPOLI

Si è conclusa la VII edizione di Open House Napoli, dove od’a – Officina d’Architettura ha presentato quattro progetti chiave tra restauro filologico e rigenerazione industriale, trasformando i cantieri in spazi di partecipazione collettiva.

La VII edizione di Open House Napoli si è conclusa confermandosi come un appuntamento imprescindibile per chi desidera esplorare le trasformazioni silenziose e le eccellenze architettoniche della città. Lo studio od’a – Officina d’Architettura è stato tra i protagonisti della manifestazione, aprendo al pubblico le porte di quattro interventi emblematici che spaziano dal recupero della memoria storica alla visione tecnologica del futuro. Il percorso ha toccato la Stazione di Baia, porta d’accesso al mito flegreo, la Palazzina Cosenza, capolavoro del moderno, e il monumentale Palazzo Ruffo della Scaletta.

Il cuore pulsante della partecipazione dello studio è stato però il cantiere dell’Italian Green Factory in via Argine, sorto nell’ex stabilimento Whirlpool come simbolo del riscatto di Napoli Est. In questa sede è stata allestita l’esposizione “Connection with the East Side”, un racconto per immagini che ha documentato le fasi di demolizione e ricostruzione del sito. I visitatori hanno potuto approfondire il progetto attraverso riproduzioni tridimensionali stampate in 3D, partecipando a momenti di dibattito sul destino delle periferie orientali. Per od’a – Officina d’Architettura, l’evento non è stato solo una mostra tecnica, ma un esperimento di urbanistica partecipata. Trasformando un luogo di lavoro in uno spazio di visione e confronto, lo studio ha dimostrato come l’architettura possa farsi linguaggio comune, capace di generare comunità e di guidare con responsabilità la rigenerazione urbana e sociale del territorio napoletano.

ph Luigi Piscopo + od’a – Officina d’Architettura + Andrea Ardolino

GIOVANNI AURINO X TERRAVIVA COMPETITION 2025

L’architetto Giovanni Aurino, di od’a – Officina d’Architettura, valuterà i progetti internazionali per la riqualificazione del distretto sportivo di Codroipo. Un concorso volto a creare un campus urbano sostenibile, inclusivo e multidisciplinare.

L’architetto Giovanni Aurino, socio di od’a – Officina d’Architettura, è stato nominato membro della giuria internazionale per “The Sport District”, il concorso promosso da Terraviva Competitions per rivoluzionare l’area sportiva di Codroipo, in provincia di Udine. Insieme a un panel di esperti provenienti da istituzioni e studi di rilievo globale, come Openfabric e l’Universidad de Lima, Aurino sarà chiamato a selezionare proposte capaci di trasformare gli impianti esistenti in un campus moderno e integrato. La sfida progettuale non riguarda solo l’eccellenza atletica, ma mira alla creazione di un vero polo di coesione sociale dove sport, tempo libero e natura convivano armoniosamente.

Il masterplan richiesto dovrà valorizzare elementi paesaggistici cruciali come la Roggia San Odorico e il parco “Durigat”, connettendoli a nuove funzioni pubbliche tramite percorsi pedonali e ciclabili. Punto focale dell’intervento sarà una nuova palestra polifunzionale da oltre 350 posti, concepita come uno spazio flessibile per discipline indoor ed eventi culturali. Per od’a – Officina d’Architettura, la partecipazione a questa commissione rappresenta un’importante occasione per promuovere una visione di architettura pubblica vitale, capace di rigenerare l’identità del territorio friulano attraverso la sostenibilità e l’innovazione. Con un montepremi di 12.000 euro, la competizione attirerà talenti da tutto il mondo, i cui esiti saranno svelati il 30 marzo 2026, definendo un nuovo standard per il rapporto tra benessere comunitario e spazio urbano contemporaneo.