La nuova stazione di Baia, progettata da od’a – Officina d’Architettura, integra trasporti e cultura ospitando riproduzioni 3D di statue antiche. Un progetto d’avanguardia che approda all’Expo di Osaka prima di tornare definitivamente nel cuore dei Campi Flegrei.
La nuova stazione di Baia si pone come un unicum nel panorama infrastrutturale italiano, trasformando un nodo di mobilità in un museo diffuso che celebra l’identità flegrea. Sotto la direzione artistica dello studio od’a – Officina d’Architettura, il progetto ha visto la collaborazione tra EAV, il MANN e il DIARC della Federico II per dare vita a un allestimento immersivo. Il cuore dell’intervento è la riproduzione in scala reale, tramite scansioni e stampe 3D ad alta precisione, di capolavori scultorei come i Dioscuri, l’Afrodite Sosandra e i busti imperiali rinvenuti nel sito. Queste opere, rifinite manualmente per emulare la matericità del marmo, non sono semplici decorazioni, ma simboli di un “Palatium” ritrovato che dialoga con i viaggiatori contemporanei.
L’intera architettura, curata da od’a – Officina d’Architettura, evoca la memoria dei luoghi attraverso texture e materiali che richiamano l’antica Baiae, arricchiti da pannelli retroilluminati narrativi. L’alto valore tecnologico e culturale dell’opera ha garantito alle sculture una vetrina internazionale d’eccezione: le statue sono infatti protagoniste all’Expo di Osaka 2025, all’interno del Padiglione Italia, come ambasciatrici del legame tra archeologia e vulcani. Al termine dell’esposizione universale, le opere torneranno nella stazione, loro sede permanente, suggellando il successo di una visione dove l’innovazione digitale serve a restituire centralità al patrimonio storico. Questo intervento dimostra come il trasporto pubblico possa trasformarsi in un potente strumento di conoscenza, capace di stimolare il senso di appartenenza e rendere il passato una risorsa viva per il territorio.