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DOMUS GIULIO POLIBIO – VIA AL PROGETTO DI RESTAURO

Lo studio od’a – Officina d’Architettura cura il restauro della Domus di Giulio Polibio a Pompei. Un intervento che coniuga rigore conservativo e fruizione contemporanea per restituire al pubblico una delle dimore più affascinanti.

od’a – Officina d’Architettura annuncia l’avvio del prestigioso progetto di restauro della Domus di Giulio Polibio, situata lungo la celebre via dell’Abbondanza nel Parco Archeologico di Pompei. Risalente al II secolo a.C., questa dimora di oltre 7.500 metri quadrati rappresenta una delle testimonianze più antiche e raffinate della città antica, situata proprio accanto alla nota casa dei Casti Amanti.

Appartenuta a un ambizioso e colto commerciante, candidato alle elezioni interrotte dall’eruzione del 79 d.C., la domus si distingue per le sue decine di stanze riccamente affrescate e un giardino che un tempo ospitava alberi da frutto e fiori rari. La sfida raccolta da od’a – Officina d’Architettura è di straordinaria complessità: operare un restauro che garantisca la massima tutela del bene, valorizzandone l’apparato decorativo e architettonico.

L’approccio dello studio punta a un equilibrio sensibile tra memoria e innovazione. L’obiettivo non è solo la conservazione, ma la creazione di un percorso di visita contemporaneo capace di far rivivere l’atmosfera originale della casa. Attraverso l’uso di tecnologie discrete e una profonda conoscenza dei materiali storici, l’intervento si propone di rendere fruibile la domus di Polibio nel rispetto assoluto del suo valore universale, confermando il ruolo di od’a – Officina d’Architettura come eccellenza nella rigenerazione del patrimonio storico mondiale.

DAVIDE VARGAS – PALAZZINA COSENZA

Davide Vargas racconta il recupero della Palazzina Cosenza, capolavoro del modernismo napoletano restaurato da od’a – Officina d’Architettura. Un intervento d’eccellenza che restituisce alla città l’equilibrio originario tra architettura, trasparenze e territorio mediterraneo.

Sulla collina dei Camaldoli, la Palazzina Cosenza (ex Centro formazione per lavoratori edili) emerge come un “risarcimento” nel caos urbano. Progettata da Luigi Cosenza tra il 1953 e il 1954, l’opera riflette la lezione del modernismo internazionale declinata in chiave mediterranea, con la sua caratteristica facciata curva che asseconda l’andamento della strada.

Negli anni, l’edificio aveva subito manomissioni che ne avevano compromesso la matrice originaria. Tuttavia, tra il 2000 e il 2007, un meticoloso intervento di restauro filologico condotto da od’a – Officina d’Architettura ha riportato alla luce la purezza della struttura. Basandosi sui disegni d’archivio e sulle tracce in loco, lo studio ha eliminato le superfetazioni e le chiusure che avevano inglobato i pilastri circolari rivestiti in mosaico verde, ripristinando il ritmo delle partiture e la magica trasparenza delle grandi vetrate.

Oggi, l’edificio si distingue come un raro esempio di rigore e onestà architettonica. Mentre l’edilizia circostante appare spesso “pretenziosa e disonesta”, carica di orpelli inutili, la Palazzina Cosenza brilla per l’equilibrio delle sue parti e il valore del dettaglio. Il lavoro di od’a – Officina d’Architettura non è stato un semplice ripristino, ma un atto di resistenza culturale: recuperare un simbolo della via napoletana al moderno per indicare “un’altra strada” possibile per l’architettura contemporanea, fondata sulla memoria e sulla qualità della ricerca.