X

OPEN! STUDI APERTI 2019

L’Ordine degli Architetti di Caserta trasforma Corso Trieste nel “Corso dell’Architettura”: due giorni di mostre e dibattiti tra la sede dell’Ordine e la Reggia, con la partecipazione di Giovanni Aurino e illustri protagonisti del settore.

Il 18 e 19 maggio, Caserta celebra Open! Studi Aperti, la manifestazione nazionale che apre i luoghi della progettazione al grande pubblico. Per l’occasione, l’Ordine degli Architetti provinciale ha ideato un format innovativo, portando l’architettura fuori dagli studi e direttamente su Corso Trieste, che per un intero weekend si trasforma nel “Corso dell’Architettura”.

Lungo questo asse vitale che conduce alla Reggia, verranno esposti i progetti di restauro, design e nuove costruzioni selezionati tramite la call lanciata tra gli iscritti. L’evento non sarà solo una vetrina espositiva, ma un vero laboratorio urbano ricco di dibattiti e interviste. Tra i momenti clou, la presentazione del Manifesto di Caserta con il prof. Flavio Quarantotto e gli interventi di studi prestigiosi come Corvino + Multari.

Particolare rilievo assumerà il dialogo a tre tra Giovanni Aurino (od’a – Officina d’Architettura), Salvatore Cozzolino (già Presidente ADI Campania) e Stefano Scauzillo (CEO di Essedue Sunglasses), un confronto volto a esplorare le connessioni tra progettazione architettonica, design industriale e visione imprenditoriale. Con il contributo di figure come Giancarlo Covino e Christian De Iuliis, la manifestazione conferma la centralità della cultura del progetto come motore di identità e sviluppo per il territorio casertano, rendendo il cittadino partecipe delle trasformazioni del proprio spazio vissuto.

SPAM, FESTIVAL DELL’ARCHITETTURA DI ROMA 2019

In occasione dello SPAM – Festival dell’Architettura di Roma, l’architetto Giovanni Aurino, fondatore di od’a officina d’architettura, ha condiviso una profonda riflessione sul futuro della progettazione outdoor. In un’epoca segnata dalla transizione ecologica, il rapporto tra uomo e natura non è più solo un retaggio culturale mediterraneo, ma una necessità impellente del terzo millennio.

Secondo Aurino, l’architetto ha oggi il compito di costruire una nuova idea dell’abitare, dove l’ambiente esterno diventa predominante. Fondamentale è il supporto delle aziende, che devono rispondere alle nuove esigenze attraverso tecnologie sostenibili e materiali innovativi. Ma la vera sfida risiede nella capacità di leggere le nuove abitudini umane, trasformando lo spazio aperto in un luogo di benessere e socialità.

Un punto chiave dell’intervista riguarda il legame tra outdoor e infrastrutture. Aurino propone una visione coraggiosa: concepire le strutture esterne come “micro-innesti” modulari sulle grandi arterie urbane. Queste soluzioni non solo migliorano l’estetica della città, ma svolgono una funzione quasi “detox”, contribuendo a ripulire gli ambienti soffocati dall’inquinamento e dalle auto. L’outdoor, dunque, smette di essere un semplice arredo per diventare un vero e proprio strumento di rigenerazione urbana, capace di rendere gli spazi pubblici più sani, accoglienti e a misura d’uomo.