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MEDITERRANEI INVISIBILI SULLO STRETTO

L’architetto Giovanni Aurino, con od’a – Officina d’Architettura, partecipa al viaggio tra Reggio Calabria e Messina per presentare l’opera editoriale che documenta la prima edizione della Biennale dello Stretto.

Il viaggio nello Stretto di Messina riprende con una tappa fondamentale: la presentazione ufficiale dei tre volumi che raccolgono l’eredità, i progetti e le visioni della prima edizione della Biennale dello Stretto. Questa iniziativa, ideata dall’architetto Alfonso Femia e promossa dalla piattaforma Mediterranei Invisibili, si conferma come uno dei laboratori di ricerca territoriale più vivaci del panorama contemporaneo.

Tra i protagonisti di questa “brigata” itinerante figura Giovanni Aurino, socio di od’a – Officina d’Architettura, che ha preso parte alla tre giorni di incontri tra le due sponde del braccio di mare. L’obiettivo della pubblicazione, e del viaggio stesso, è cristallizzare il dialogo multidisciplinare avviato durante la Biennale, mettendo a sistema le riflessioni di architetti, artisti e intellettuali sul futuro delle città d’acqua e delle aree interne.

Per od’a – Officina d’Architettura, la partecipazione a questo progetto editoriale e di ricerca rappresenta un impegno costante nell’indagine delle “identità invisibili” del Mediterraneo. Lo Stretto non viene vissuto come una barriera, ma come un palcoscenico di connessioni dove l’architettura può farsi strumento di riscatto e narrazione. Attraverso questi tre volumi, l’esperienza della Biennale diventa un patrimonio accessibile, tracciando una rotta verso una nuova dimensione di territorio, capace di guardare al paesaggio con occhi nuovi e consapevolezza storica.

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