Si sono conclusi i lavori di messa in sicurezza dell’ex carcere di Santo Stefano a Ventotene. L’intervento, curato da od’a – Officina d’Architettura, restituisce alla collettività un simbolo storico attraverso una mostra multimediale permanente.
L’ambizioso progetto di recupero dell’ex carcere borbonico sull’isola di Santo Stefano ha segnato una tappa fondamentale con il completamento degli interventi di messa in sicurezza e il consolidamento delle strutture storiche. L’operazione, curata da od’a – Officina d’Architettura insieme a Vitruvius Engineering Sas, ha permesso di salvare dal degrado uno dei più significativi esempi di architettura panottica settecentesca, attivo fino al 1965. Grazie a un investimento di oltre 7 milioni di euro nell’ambito del Contratto Istituzionale di Sviluppo, il complesso è stato trasformato in un laboratorio vivo di memoria e formazione. Parallelamente al restauro architettonico, che ha visto protagoniste le imprese Minerva e Hera Restauri, è stata inaugurata la mostra multimediale permanente “Le Sfide di Santo Stefano”.
Curata da Sabina Minutillo Turtur, l’esposizione si snoda attraverso diciannove ambienti della stecca ottocentesca, offrendo un percorso immersivo tra installazioni, proiezioni e una preziosa camera delle meraviglie. Il racconto intreccia la dura realtà della vita carceraria con la natura selvaggia dell’isola, proiettando il sito verso il suo futuro ruolo di Scuola di Alta Formazione europea. Sotto la guida del Commissario Straordinario Giovanni Maria Macioce e in collaborazione con Invitalia, questo intervento non rappresenta soltanto un restauro materico, ma una vera rinascita civile. Quello che un tempo era un luogo di isolamento e sofferenza diventa oggi un ponte culturale tra passato e futuro, confermando l’impegno di od’a – Officina d’Architettura nella tutela di un patrimonio unico, ora pronto a formare nuove generazioni sui valori della democrazia e dei diritti umani.
ph Lara Gallina + Dario Biello