In un’intervista a StoryTime, l’architetto Giovanni Aurino celebra i 25 anni di od’a – Officina d’Architettura, raccontando un approccio che fonde identità mediterranea, responsabilità multidisciplinare e una visione internazionale che spazia fino alla Cina.
Nel 2026, lo studio od’a – Officina d’Architettura raggiunge il prestigioso traguardo dei venticinque anni di attività, una storia iniziata nel 2001 dai fondatori Alessandra Fasanaro e Bruno Discepolo. Durante l’intervista rilasciata a StoryTime, l’architetto Giovanni Aurino, partner e direttore tecnico dal 2009, ha delineato l’evoluzione di una realtà che ha fatto della multidisciplinarietà il proprio punto di forza. Lo studio opera infatti come un sistema di “cluster” dove urbanistica, restauro, paesaggio e interior design dialogano costantemente intorno al progetto, considerato lo strumento principe per gestire la complessità delle sfide urbane contemporanee.
Un tema centrale del racconto è il legame viscerale con Napoli e il Mediterraneo, intesi come laboratori di stratificazione storica da cui partire per confrontarsi con il mercato globale. Questa solidità culturale ha permesso a od’a – Officina d’Architettura di esportare l’esperienza del restauro e del design italiano in Cina, attraverso partnership strategiche come ADO e ad+, focalizzate sul recupero della memoria storica in contesti ad altissima innovazione. A suggellare la filosofia dello studio è il concetto di “leggerezza” , ispirato a Calvino e Borges. Per Aurino, la leggerezza non è superficialità, ma la capacità di semplificare processi complessi e burocratici, traducendosi in scelte architettoniche agili e sostenibili che spaziano dai grandi interventi costieri ai dettagli dell’accoglienza turistica. L’intervista si chiude con un invito ai giovani architetti a perseguire con coraggio e “fame” la costruzione di un mondo migliore.