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SPAM, FESTIVAL DELL’ARCHITETTURA DI ROMA 2019

In occasione dello SPAM – Festival dell’Architettura di Roma, l’architetto Giovanni Aurino, fondatore di od’a officina d’architettura, ha condiviso una profonda riflessione sul futuro della progettazione outdoor. In un’epoca segnata dalla transizione ecologica, il rapporto tra uomo e natura non è più solo un retaggio culturale mediterraneo, ma una necessità impellente del terzo millennio.

Secondo Aurino, l’architetto ha oggi il compito di costruire una nuova idea dell’abitare, dove l’ambiente esterno diventa predominante. Fondamentale è il supporto delle aziende, che devono rispondere alle nuove esigenze attraverso tecnologie sostenibili e materiali innovativi. Ma la vera sfida risiede nella capacità di leggere le nuove abitudini umane, trasformando lo spazio aperto in un luogo di benessere e socialità.

Un punto chiave dell’intervista riguarda il legame tra outdoor e infrastrutture. Aurino propone una visione coraggiosa: concepire le strutture esterne come “micro-innesti” modulari sulle grandi arterie urbane. Queste soluzioni non solo migliorano l’estetica della città, ma svolgono una funzione quasi “detox”, contribuendo a ripulire gli ambienti soffocati dall’inquinamento e dalle auto. L’outdoor, dunque, smette di essere un semplice arredo per diventare un vero e proprio strumento di rigenerazione urbana, capace di rendere gli spazi pubblici più sani, accoglienti e a misura d’uomo.

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