L’architetto Giovanni Aurino presenta all’Ordine degli Architetti di Napoli “Contemporaneità e radici Mediterranee”, un racconto progettuale che parte dall’identità partenopea per abbracciare sfide internazionali tra Europa e Asia, dalla Cina al Giappone.
Giovedì 20 giugno, la sede dell’Ordine degli Architetti di Napoli in piazza Matilde Serao ospita un incontro dedicato alla visione globale di od’a – Officina d’Architettura. Al centro dell’evento, il racconto di un percorso professionale che affonda le proprie radici nel Mediterraneo per proiettarsi verso scenari internazionali.
Napoli non è solo una sede operativa, ma il laboratorio creativo da cui scaturisce una ricerca costante di identità italiana, capace di dialogare con contesti geografici e culturali lontanissimi. La narrazione si snoda attraverso progetti che testimoniano la versatilità dello studio: dalle grandi scale urbane in Cina, con le realizzazioni a Tianjin, fino alla raffinata cura degli allestimenti e del design in Giappone.
Un ruolo centrale nel dibattito è occupato dalle prestigiose collaborazioni europee, in particolare quelle con gli Ateliers Alfonso Femia, che hanno visto lo studio impegnato in interventi significativi a Marsiglia e Bordeaux. Questo “viaggio” architettonico dimostra come la cultura del progetto napoletana non sia un confine, ma un linguaggio universale. Attraverso il confronto tra il rigore tecnologico contemporaneo e la sensibilità storica mediterranea, od’a ribadisce come l’architettura possa farsi ponte tra culture, esportando un modello di eccellenza che coniuga innovazione, memoria e grande capacità di adattamento territoriale.