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ASCENSORE INCLINATO, CASTELLAMARE DI STABIA – VIA ALLA CONFERENZA DEI SERVIZI

L’avvio della Conferenza dei Servizi accelera il progetto dell’ascensore inclinato a Castellammare di Stabia. Un’opera di mobilità sostenibile che collegherà centro e collina, integrando parcheggi di scambio, percorsi meccanizzati e nuovi spazi pubblici.

È ufficialmente entrata nel vivo la Conferenza dei Servizi per la realizzazione dell’ascensore inclinato di Castellammare di Stabia, passaggio burocratico decisivo per l’apertura dei cantieri. L’opera, concepita per ricucire il tessuto urbano costiero con il sistema montuoso del Faito, punta a rivoluzionare la mobilità locale attraverso un collegamento meccanizzato tra il centro e la zona collinare. Il cuore del progetto prevede la costruzione di un parcheggio interrato di interscambio a monte, pensato per intercettare i flussi veicolari e connetterli alla stazione ferroviaria di Piazza Unità d’Italia. Per superare l’importante dislivello, l’intervento integra all’ascensore verticale un sistema di scalee e rampe pedonali, garantendo una risalita accessibile e armoniosa perfettamente inserita nel contesto paesaggistico.

L’intervento assume una valenza che supera la funzione trasportistica: le stazioni di valle e di monte diverranno infatti nuovi spazi pubblici attrezzati per la comunità. Creando un nodo intermodale strategico con la rete ferroviaria da Napoli e Sorrento, l’infrastruttura incentiverà cittadini e turisti a rinunciare all’auto per raggiungere le Antiche Terme o i sentieri montani. Oltre al decongestionamento del traffico e all’abbattimento delle emissioni, l’opera si inserisce nella visione strategica di rigenerazione urbana promossa sul territorio. Con il coordinamento dei vari enti tecnici, la conclusione dell’iter autorizzativo aprirà finalmente la strada all’affidamento dei lavori, trasformando una visione progettuale di lungo corso in una realtà tangibile per il rilancio sostenibile e turistico di Castellammare di Stabia.

GIOVANNI AURINO X STORYTIME

In un’intervista a StoryTime, l’architetto Giovanni Aurino celebra i 25 anni di od’a – Officina d’Architettura, raccontando un approccio che fonde identità mediterranea, responsabilità multidisciplinare e una visione internazionale che spazia fino alla Cina.

Nel 2026, lo studio od’a – Officina d’Architettura raggiunge il prestigioso traguardo dei venticinque anni di attività, una storia iniziata nel 2001 dai fondatori Alessandra Fasanaro e Bruno Discepolo. Durante l’intervista rilasciata a StoryTime, l’architetto Giovanni Aurino, partner e direttore tecnico dal 2009, ha delineato l’evoluzione di una realtà che ha fatto della multidisciplinarietà il proprio punto di forza. Lo studio opera infatti come un sistema di “cluster” dove urbanistica, restauro, paesaggio e interior design dialogano costantemente intorno al progetto, considerato lo strumento principe per gestire la complessità delle sfide urbane contemporanee.

Un tema centrale del racconto è il legame viscerale con Napoli e il Mediterraneo, intesi come laboratori di stratificazione storica da cui partire per confrontarsi con il mercato globale. Questa solidità culturale ha permesso a od’a – Officina d’Architettura di esportare l’esperienza del restauro e del design italiano in Cina, attraverso partnership strategiche come ADO e ad+, focalizzate sul recupero della memoria storica in contesti ad altissima innovazione. A suggellare la filosofia dello studio è il concetto di “leggerezza” , ispirato a Calvino e Borges. Per Aurino, la leggerezza non è superficialità, ma la capacità di semplificare processi complessi e burocratici, traducendosi in scelte architettoniche agili e sostenibili che spaziano dai grandi interventi costieri ai dettagli dell’accoglienza turistica. L’intervista si chiude con un invito ai giovani architetti a perseguire con coraggio e “fame” la costruzione di un mondo migliore.

LA CITTA’ DEL FUTURO – BIENNALE DELLO STRETTO 2024

Il quarto volume della Biennale dello Stretto 2024 esplora le “Città del Futuro”, includendo la ricerca “Campania Sommersa” di Giovanni Aurino e Mario Ferrara: un viaggio metafisico tra le architetture idriche e sottomarine dei Campi Flegrei.

Il quarto volume del catalogo della Biennale dello Stretto 2024, curato da Alfonso Femia, Mariangela Cama e Francesca Moraci, delinea una visione multidisciplinare sulle metropoli di domani partendo dal baricentro culturale del Mediterraneo. In questo scenario di confronto tra arte e urbanistica, emerge con forza il contributo “Campania Sommersa”, frutto della collaborazione tra il fotografo Mario Ferrara e l’architetto Giovanni Aurino di od’a – Officina d’Architettura. La ricerca indaga il legame ancestrale tra l’acqua e il tufo nell’area flegrea, dove l’elemento idrico agisce come il vero scultore delle forme architettoniche.

Attraverso l’analisi di siti iconici come la Piscina Mirabilis, le Cento Camerelle e le infrastrutture eroiche della Montagna Spaccata, od’a – Officina d’Architettura propone una rilettura della città fondata su cinque atti essenziali: mobilità, spazio pubblico, abitare, baricentri e linee d’acqua. Questi pilastri, rintracciabili nelle vestigia romane di Baia e Pozzuoli, non sono interpretati come semplici rovine, ma come modelli attuali di gestione sostenibile e resilienza urbana. Lo studio di Aurino e Ferrara evidenzia come la sfida della modernità risieda proprio nella capacità di proteggere questo patrimonio “metafisico”, trasformando l’abilità tecnica del passato in un ponte verso le necessità civiche future. Il volume ribadisce così che la città del domani deve necessariamente dialogare con la propria memoria storica per ritrovare un equilibrio armonico tra infrastruttura, natura e comunità.

TUTTO HOTEL – IL RUOLO DELL’ARCHITETTURA TRA SOSTENIBILITA’ E OSPITALITA’

L’architetto Giovanni Aurino, di od’a – Officina d’Architettura, ha partecipato al convegno di TuttoHotel presso la Mostra d’Oltremare, discutendo il futuro del turismo nel Mezzogiorno tra identità mediterranea, rigenerazione costiera e responsabilità progettuale.

Lo scorso martedì 13 gennaio, la Sala Convegni della Mostra d’Oltremare ha ospitato il dibattito “Il ruolo dell’architettura tra sostenibilità e ospitalità”, un evento cruciale per analizzare le trasformazioni del settore turistico nel Sud Italia. L’intervento di Giovanni Aurino, socio di od’a – Officina d’Architettura, ha posto l’accento sulla necessità di considerare Napoli e il Mediterraneo non come semplici destinazioni geografiche, ma come matrici culturali profonde fatte di memoria e appartenenza. Secondo l’architetto, la progettazione contemporanea deve rifuggire da interventi estranei al contesto, preferendo un approccio guidato da responsabilità e generosità che rafforzi il legame tra luoghi e comunità.

In questa ottica, l’architettura diventa il principale dispositivo per governare i flussi turistici, trasformandoli in una risorsa strutturale piuttosto che in una criticità urbana. Aurino ha illustrato questa visione attraverso i progetti strategici che od’a – Officina d’Architettura sta sviluppando lungo la linea di costa, intesi come infrastrutture moderne capaci di coniugare innovazione tecnologica e rispetto del paesaggio. Questi interventi dimostrano come l’accoglienza responsabile possa tradursi in spazi che non sono meramente funzionali, ma veri e propri strumenti culturali. Il futuro del turismo in Campania e in tutto il Mezzogiorno risiede dunque nella capacità di interpretare i bisogni attuali attraverso linguaggi coerenti con l’identità dei territori, dove il dialogo progettuale funge da ponte tra la salvaguardia del patrimonio storico e la costruzione di nuove, equilibrate relazioni tra uomo e ambiente.

TUTTO HOTEL

L’architetto Giovanni Aurino, di od’a – Officina d’Architettura, partecipa alla Mostra d’Oltremare per discutere il futuro del turismo sostenibile nel Sud Italia. Un confronto tra professionisti su rigenerazione, identità e innovazione nel settore ricettivo.

Martedì 13 gennaio, presso la Sala Convegni del Padiglione 5 alla Mostra d’Oltremare di Napoli, si terrà l’incontro “Il ruolo dell’architettura tra sostenibilità e ospitalità”. L’evento, organizzato da TuttoHotel e curato da Architettura Open House, vedrà la partecipazione dell’architetto Giovanni Aurino, socio di od’a – Officina d’Architettura, insieme ad altri autorevoli esponenti del panorama progettuale contemporaneo come Salvatore Cozzolino e Beniamino Di Fusco. Introdotto dal consigliere Aniello Tirelli, il dibattito si focalizzerà sulle nuove traiettorie del turismo in Campania e nel Mezzogiorno, analizzando come l’architettura possa farsi promotrice di modelli di accoglienza sempre più integrati e rispettosi dell’ambiente.

Per od’a – Officina d’Architettura, l’appuntamento rappresenta un’occasione strategica per ribadire l’importanza della qualità spaziale e della rigenerazione del patrimonio esistente come leve per uno sviluppo economico e sociale consapevole. Gli studi coinvolti, uniti da una visione che coniuga estetica e funzionalità, esploreranno le sfide dell’ospitalità moderna, dove l’identità del territorio e l’innovazione tecnologica diventano i pilastri per un’offerta turistica competitiva a livello internazionale. Iniziative come questa, sostenute dalla rete di Architettura Open House, sono fondamentali per sensibilizzare il settore verso una progettualità che non sia solo edilizia, ma una vera e propria risorsa culturale capace di trasformare il volto delle nostre città e dei nostri paesaggi costieri, valorizzando il Sud Italia come eccellenza globale nel design dell’accoglienza.