Il quarto volume della Biennale dello Stretto 2024 esplora le “Città del Futuro”, includendo la ricerca “Campania Sommersa” di Giovanni Aurino e Mario Ferrara: un viaggio metafisico tra le architetture idriche e sottomarine dei Campi Flegrei.
Il quarto volume del catalogo della Biennale dello Stretto 2024, curato da Alfonso Femia, Mariangela Cama e Francesca Moraci, delinea una visione multidisciplinare sulle metropoli di domani partendo dal baricentro culturale del Mediterraneo. In questo scenario di confronto tra arte e urbanistica, emerge con forza il contributo “Campania Sommersa”, frutto della collaborazione tra il fotografo Mario Ferrara e l’architetto Giovanni Aurino di od’a – Officina d’Architettura. La ricerca indaga il legame ancestrale tra l’acqua e il tufo nell’area flegrea, dove l’elemento idrico agisce come il vero scultore delle forme architettoniche.
Attraverso l’analisi di siti iconici come la Piscina Mirabilis, le Cento Camerelle e le infrastrutture eroiche della Montagna Spaccata, od’a – Officina d’Architettura propone una rilettura della città fondata su cinque atti essenziali: mobilità, spazio pubblico, abitare, baricentri e linee d’acqua. Questi pilastri, rintracciabili nelle vestigia romane di Baia e Pozzuoli, non sono interpretati come semplici rovine, ma come modelli attuali di gestione sostenibile e resilienza urbana. Lo studio di Aurino e Ferrara evidenzia come la sfida della modernità risieda proprio nella capacità di proteggere questo patrimonio “metafisico”, trasformando l’abilità tecnica del passato in un ponte verso le necessità civiche future. Il volume ribadisce così che la città del domani deve necessariamente dialogare con la propria memoria storica per ritrovare un equilibrio armonico tra infrastruttura, natura e comunità.