STAZIONE DI BAIA
Progetto di rifunzionalizzazione e allestimento artistico
Una stazione ferroviaria, ma vale anche per una fermata della linea metropolitana, costituisce sempre un nodo di scambio, di connessione, tra l’infrastruttura trasportistica e i luoghi che attraversa. La stazione di Baia della Ferrovia Cumana, futura linea 7 della metropolitana regionale campana, esalta ancora di più la sua naturale funzione di dispositivo in grado di attivare relazioni funzionali e simboliche.
In questo caso lo stretto rapporto che si instaura tra un contesto ambientale e paesaggistico, forse unico al mondo, come quello dei Campi Flegrei, una stratificazione storica testimoniata da un ricchissimo patrimonio di memorie, architetture e beni archeologici e, infine, una moderna infrastruttura al servizio di una mobilità sostenibile per il territorio. La stazione di Baia, dopo una lunga fase di gestazione e realizzazione, costituisce oggi una sorta di introduzione, per i viaggiatori che vi approderanno, all’affascinante universo costituito dai Campi Flegrei e dalla antica Baia, in grado con la sua bellezza di imprimere il toponimo alle insenature e ai golfi più belli del pianeta.
L’attuale intervento affonda le radici nei primi anni Duemila, quando la linea Cumana, gestita da EAV, avviò un programma di ammodernamento. La vecchia stazione di Baia, inaugurata nel 1890 e situata in superficie, fu dismessa nel 1999 per consentire la realizzazione del nuovo tracciato interrato. Tra il 2004 e il 2007 furono sviluppati i progetti preliminare, definitivo ed esecutivo della nuova stazione: un complesso sotterraneo di circa 2.800 mq, articolato su più livelli e concepito per dialogare con la materia e la luce del luogo. Dopo l’avvio dei lavori, il cantiere subì però una lunga sospensione. Solo nel 2023 il progetto è stato riattivato e aggiornato attraverso una variante, che ha ridefinito gli accessi, migliorato la connessione con il centro urbano e valorizzato l’ambito esterno. L’intervento di od’a – Officina d’Architettura si fonda su un equilibrio tra memoria, funzionalità e paesaggio. Il tema principale è quello dell’integrazione: tra architettura e terreno vulcanico, tra nuova infrastruttura e preesistenze archeologiche, tra mobilità ferroviaria e percorsi pedonali e ciclabili, ma anche tra esperienza del viaggio e scoperta culturale. L’edificio si caratterizza per volumi semplici e per l’uso di materiali legati alla tradizione locale, come tufo, pietra, travertino, mattoni e calcestruzzo pigmentato. Fondamentale è il ruolo della luce naturale: ampi lucernari circolari perforano la copertura e illuminano gli spazi sotterranei, rendendoli accoglienti e percettivamente dinamici. Il riferimento all’architettura termale romana è evidente, in particolare al tempio di Mercurio di Baia, evocato nella relazione tra luce, spazio e materia.
La stazione non è concepita come un semplice luogo di transito, ma come uno spazio urbano interno, capace di offrire qualità ambientale e senso di appartenenza. Gli ambienti diventano luoghi da vivere, in cui il viaggio si arricchisce di contenuti culturali. Particolarmente significativo è l’allestimento interno, che trasforma le pareti in superfici narrative: pannelli retroilluminati, mappe, grafici e riproduzioni tridimensionali raccontano la storia di Baia e dei Campi Flegrei, contribuendo a rafforzare l’identità del luogo e il legame con il contesto.
INFO
| sup. totale di progetto | 2.878 mq |
|---|---|
| importo lavori | € 30.074.870,75 |
| Progettisti | od’a – Officina d’Architettura srlTecnosistema spa |
| PRESTAZIONE SVOLTA | PFTE, PD, PE, Allestimento artistico |
| gruppo di lavoro Od'A | ARCH. ALESSIA CUOMO ARCH. GIUSEPPINA RONGA ARCH. DANIELA PERRELLA ARCH. ORAZIO NICODEMO |
| 3d e rendering | / |
| impresa | I.G. SPA COSTRUIRE SPA |
| Foto | MARIO FERRARA |
| sup. utile | 3.431 mq |
| sup. coperta | / |
| volume | 9.264 mc |







