REAL SITO CARDITELLO
Progetto di riqualificazione e valorizzazione del Real Sito di Carditello
Il progetto per il Real Sito di Carditello, trasforma l’ampio parterre in un’infrastruttura culturale dove la nuova pista drenante, pur evocando la terra battuta, garantisce prestazioni contemporanee. Il recupero del fossato in pietra vesuviana e l’inserimento di coperture mobili in legno composito coniugano sicurezza e arredo urbano.
In questo scenario, l’innovazione tecnologica rimane invisibile: sistemi irrigui a basso consumo e reti elettriche a scomparsa preservano l’integrità di un paesaggio monumentale finalmente restituito alla collettività.
Il progetto di riqualificazione del Real Sito di Carditello si inserisce nel dibattito contemporaneo sulla tutela attiva dei beni storici, proponendo un modello in cui la conservazione non è fine a se stessa, ma strumento per una nuova narrazione del territorio. In un contesto segnato da stratificazioni storiche e criticità ambientali, l’intervento sulle aree esterne agisce non solo come cornice della Reggia, ma come infrastruttura culturale capace di accogliere nuove funzioni collettive. La sfida progettuale consiste nell’equilibrio tra la conservazione del patrimonio e la fruizione contemporanea, con sicurezza, accessibilità e sostenibilità tecnica. Il Real Sito di Carditello rappresenta l’esperimento illuminista della dinastia borbonica: progettato da Francesco Collecini come fattoria modello per allevamento e coltivazioni innovative, il complesso è dominato dall’iconico parterre ellittico, un galoppatoio che fonde giardino di delizia e funzionalità agricola. Nonostante le alterazioni novecentesche e la frammentazione del demanio, il sito conserva la sua potenza scenografica, testimoniando il legame tra architettura monumentale e paesaggio produttivo.
L’intervento architettonico trasforma il parterre centrale in uno spazio polifunzionale senza alterarne la morfologia storica. La pavimentazione della pista ovale, originariamente in terra battuta, è stata reinterpretata con conglomerato cementizio drenante, finito con inerti naturali e resina, garantendo portanza carrabile, resistenza all’usura e coerenza cromatica con il contesto. La separazione tra pista e prato è definita da un profilo a raso in acciaio Cort-en, discreto e minimale. Il fossato perimetrale in pietra vesuviana è stato consolidato e integrato con un sistema modulare reversibile in grigliato d’acciaio e legno composito, capace di garantire sicurezza e di trasformarsi in arredo urbano, come sedute lineari. Le aiuole antistanti la Reggia sono state ripensate come “mansio rosarum”, inserendo rose antiche e essenze officinali che recuperano la dimensione sensoriale del giardino storico. Questa rinascita botanica è supportata da impianti tecnologici invisibili, come irrigazione a goccia e torrette elettriche a scomparsa, che permettono la gestione di eventi senza compromettere la bellezza monumentale del sito.
INFO
| sup. totale di progetto | 38.000 mq |
|---|---|
| importo lavori | € 1.253.817,09 |
| Progettisti | od’a – Officina d’Architetura srl |
| PRESTAZIONE SVOLTA | PD, PE |
| gruppo di lavoro Od'A | Arch. Vincenzo Fiorillo |
| 3d e rendering | / |
| impresa | / |
| Foto | / |
| sup. utile | / |
| sup. coperta | / |
| volume | / |




